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RECENSIONE |
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GAIL MULDROW
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Gail “Mojo” Muldrow è una vera forza della natura. E' una
delle più complete e versatili cantanti della scena contemporanea. Possiede
una robusta e furiosa voce “sanctified”, e alla chitarra è esuberante anche
con lo slide. Originaria della zona di S.Francisco,West Coast, Gail possiede uno stile vocale e strumentale nel quale si riflettono e amalgamano molti elementi della storia della musica afroamericana : blues, soul, R&B, funky. Un grande talento, quello di Gail, del quale hanno beneficiato, sia in tour che in studio, grandi rock star come Sly & The Family Stone (è del 1974 la sua partecipazione in studio per l'album “I Get High On You”, quando aveva solo 16 anni), Graham Central Station, Johnny Otis, Jerry Garcia Band, Merl Saunders, Chaka Khan, Quicksilver Gold, e non ultimo Prince che l'ha voluta nel suo world tour nel 1999. Partita da questi momenti, significativi di una notevolissima carriera, Gail si è imposta sul mercato americano ed internazionale con un progetto solista che si è rivelato un'autentica rigenerazione musicale. Gail è capace di superare i confini musicali, abbattendo etichette, senza perdere in qualità, anzi tingendo ciò che canta e suona, di colori personalissimi, ricchi di grande vitalità e creatività in una miscela incisiva e coinvolgente. Questa musicista ha il dono raro della misura, pur nella sanguigna ricchezza ed esuberanza del suo fraseggio, e il senso chiaro e contagioso del racconto. Chitarrista vigorosa, ritmicamente solidissima ed elastica, la sua musica è un'emozione pura e cruda, senza pari, che vi farà innammorare definitivamente di questa straordinaria artista. |
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